La vendetta di Guardiola

2011/08/30 § 2 commenti

«His midfield skills have become obselete […]
The modern game has closed the door on players like Pep Guardiola […]
Despite being in the best shape of his career, there is no place for him.»

Gabriele Marcotti, The Times, 29 marzo 2004

 
All’inizio degli anni Zero il calcio era cambiato e Josep Guardiola aveva dovuto defilarsi perché nessuno voleva più giocatori come lui: bravi, bravissimi a passare la palla, ma debolucci fisicamente, scarsi di testa e incapaci di un bel dribbling o di un buon tackle. Servivano centrocampisti capaci di correre, mordere e sgomitare. Pep il regista, Pep l’abile passatore, Pep il direttore d’orchestra era diventato inutile.

Non deve averla presa bene. Infatti si è seduto sulla panchina del Barcellona e ha messo su una supersquadra di finissimi passatori, che è tuttora in piena evoluzione. Venerdì scorso, negli ultimi dieci minuti della Supercoppa Europea vinta contro il Porto, ha schierato sei calciatori il cui ruolo naturale è quello di centrocampista centrale. Xavi, Fabregas e Keita in mezzo al campo; Mascherano e Busquets in difesa; Iniesta largo a sinistra: sei.

Ieri sera contro il Villareal l’ha fatto di nuovo, stavolta dal primo minuto in un 3-4-3: Mascherano e Busquets ancora dietro; Fabregas e Keita nel mezzo; Iniesta sul centrosinistra e Thiago Alcantara più o meno ovunque1. Ma Pep, insaziabile, ci ha fatto intuire di poterne schierare addirittura otto: con Iniesta alto a sinistra e Xavi in mezzo sarebbero sette. Poi c’è Fabregas, che in precampionato è stato testato nel ruolo di Messi, sempre più trequartista e sempre meno prima punta. Quindi con Cesc al posto della Pulce ci sarebbe spazio nel mezzo per l’ottavo nano passatore, che potrebbe essere occupato da Jonathan dos Santos – fratello minore di Giovani – oppure da Sergi Roberto. Bravini, ecco, però non al livello degli altri.

Quando Fabregas ha firmato per il Barça, in molti hanno detto che ci sarebbe stata sovrabbondanza di centrocampisti. Invece per Josep Guardiola, vendicatore di una categoria e di un’idea di calcio, potrebbero non essere ancora abbastanza.

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1 Non si è ancora capito bene se ci sia un ruolo che non sappia fare dignitosamente. Ieri sera, nell’incertezza, ha fabbricato un gol e due assist, partendo quasi da terzino destro. El País, tentando di definirlo, lo ha chiamato todocampista.

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Il pallone ha ripreso a rotolare

2011/07/29 § 5 commenti

Difatti negli ultimi giorni sono successe almeno tre cose imprescindibili.

Lille e Olympique Marsiglia si sono giocati la Supercoppa di Francia troppo presto. Nel senso che, il 27 di luglio, nessuno in campo aveva comprensibilmente i novanta minuti nelle gambe. Al 70° il Lille conduceva per 2-1. Poi la fatica ha preso il sopravvento, le due squadre hanno abbassato la guardia come pugili stanchi e son fioccati i pugni in faccia. È finita 5-4.

 
In Brasile non c’è bisogno di giustificarsi con la scarsa condizione fisica: le partite finiscono 5-4 comunque. In questa folle Santos-Flamengo ci sono una tripletta di Ronaldinho, un rigore parato in palleggio e un gol pazzesco dell’astro nascente Neymar.

 
Poi, siccome Xavi non è più un ragazzino, la Cantera del Barcellona ha sfornato un nuovo fenomenale centrocampista, peraltro dal nome raffinatissimo: Thiago Alcantara. Come si evince da questi due gol al Bayern Monaco, il giovine pò esse’ fero e pò esse’ piuma.1 Inoltre non solo è il figlio di Mazinho, ma è anche nato in provincia di Brindisi. Fermi lì però, non pensateci nemmeno: gioca già per la Spagna.

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1 Mario Brega in Bianco, rosso e Verdone, 1981.

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