I’m here to do whatever I can

2012/07/22 § Lascia un commento

La questione preliminare: in quali termini possiamo permettere a una sconfitta di squalificare le vittorie che l’hanno preceduta?

Spesso succede che stiamo inseguendo un traguardo, non necessariamente un campionato europeo, e rimandiamo ogni reale soddisfazione a dopo il suo eventuale conseguimento. C’è da mantenere calma, concentrazione, starci con la testa, volare basso, pedalare. Finché il traguardo sfuma e magari non è nemmeno troppo colpa nostra. S’è fatto quel che si poteva, altri sono stati più bravi, più fortunati, e noi siamo arrivati dopo, che pare sia come non essere arrivati. Tutto ciò che di buono o, addirittura, di eccellente si è combinato fin lì diventa fallimento. La delusione e il sentimento di sconfitta sviliscono l’intero percorso, e non mi sembra giusto.

C’è un lasso tempo che deve trascorrere perché si possa tornare alle singole tappe e rivederle per quello che sono. Questo tempo, nel caso a cui sto per fare riferimento, probabilmente non è ancora trascorso. Però non me ne importa niente: Mario Balotelli contro la Germania è una storia fantastica e memorabile al di là di quel che è successo prima o dopo, e di quello che farà Mario d’ora in avanti.

Certo, avessimo vinto l’Europeo, questo post sarebbe uscito molto prima. Ma sarebbe stato identico.

Annunci

1970

2012/07/19 § Lascia un commento

Un anno in cui Gheddafi si prende la Libia, i Beatles scrivono Let it be e poi si sciolgono, gli italiani iniziano finalmente a divorziare. Ma anche un anno in cui io, per ragioni che tuttora non ho ben inquadrato, sono andato a rifugiarmi dopo la finale dell’Europeo 2012, ritrovandomi in “una strana mattina grigia e uggiosa che esce da una nottata di pioggia e temporale”.

Bibbidi Bobbidi Bu

2012/07/06 § Lascia un commento

Il mago arriva in incognito. Cioè no, aspetta: che vuol dire in incognito? Il mago arriva e basta, vestito come gli pare, mica c’è bisogno di frac e cappello a cilindro per essere maghi, quello che conta è la magia. E la magia, prima di esserci, non c’è, né si vede. Basta però l’idea che ci possa essere per far posare tutta l’attenzione sui gesti, le parole, i silenzi del mago. Per esempio, prima del seminario, il mago scopre che gli si è sciolta della cioccolata nel trolley. Attenzione qui: il mago dice di aver scoperto della cioccolata scioltasi nel trolley. Ma vuoi vedere che è un trucco? F. si offre di riportare il laptop del mago nel trolley, ma lui glielo impedisce con fermezza. Ecco, lo sapevo: è un trucco.

Il mago parla. Quando ha finito, tace. Embè? Dov’è la magia? Certo, mica un mago deve fare costantemente magie. In fondo io, blogger, nel frattempo mica ho bloggato niente. C’era pure un chitarrista lì, ma non mi pare abbia schitarrato. Il mago è pienamente giustificato, mi dico.

Poi, quando tutto sembra finito, il mago si erge, prende un pezzo di carta velina rossa e un pezzo di carta velina nera, prestidigita per qualche secondo ed ecco un cappello. Un cappello. Mecojoni.
Applauso.

Il cappello se lo aggiudica quella che più aveva bisogno di un cappello. Non che avesse relmente bisogno di un cappello, però lei, tra tutti, era certamente quella che più sembrava meritarsi qualcosa in dono, e ci sono tanti doni molto peggiori di un cappello di carta velina. Donarlo proprio a lei è stato più magico della realizzazione del regalo stesso, una telepatia con l’intera sala.

“Comunque io ho pensato per tutto il tempo che la cioccolata nel trolley fosse il preambolo di una magia”, rivelo al mago mentre usciamo.
“E invece no. Ma è proprio questo il bello di essere un mago.”
“Quale?”
“Che faccio dubitare la gente della realtà. Il dubbio: è così o no? Li rendo curiosi.”
“Una roba di cui Popper sarebbe contento”, penso.
Ho veramente pensato a Popper, giuro.

Inoltre ora penso che, alla fine, quello dei maghi, nei secoli, è stato un suicidio professionale. A forza di instillare il dubbio nell’uomo, lo hanno incoraggiato a incuriosirsi, controllare, verificare, sperimentare, finché la scienza non è prevalsa sulla magia. Resta il fatto che il mago, ancora oggi, è uno che può commettere uno stupido errore, tipo far sciogliere delle barrette di cioccolata nel trolley, e lasciarti pensare che l’abbia fatto apposta, o che non ci sia nessuna barretta, o nessun trolley. Trial and error elimination, diceva Popper. Ma se l’errore non c’è mai, puoi provare all’infinito.

Dove sono?

Stai visualizzando gli archivi per luglio, 2012 su eddaje!.