Ritratto di Vasco Rossi

2011/08/29 § 2 commenti

Non è un ribelle. Non lo è mai stato, non si è mai ribellato a niente di preciso. Trasgrediva, lo faceva d’istinto, d’incoscienza, di mal di vivere. Prendeva qualcosa per tenersi a galla, ed è stato punito per molte delle sue distrazioni, o debolezze. Ha passato il carcere e la cocaina, e invece è caduto sgambettato dagli psicofarmaci, ingoiato dallo showbusiness, dopo aver smarrito l’ispirazione e qualunque tipo di normalità. Se si è mai ribellato, lo ha fatto contro l’imperfezione della vita stessa. Aveva – ha tutt’ora – l’urgenza di comunicarci il suo disagio. Di tradurlo in qualcosa, principalmente in canzoni.

Non è un poeta. Non ha mai scritto versi e la bellezza di molti suoi pezzi non sta nelle parole, ma in quello che nascondono e svelano. Il suo talento espressivo è stato un accidente che quasi non lo riguardava. Le sue canzoni nascevano da sole. Lui ha avuto il merito di scriverle prima che svanissero.

Non è costruito. Almeno, non all’inizio. Era autentico, e ha avuto il coraggio sconsiderato di aprirsi tutto, di darsi al pubblico completamente, senza quasi mai cedere alla tentazione di rintanarsi dietro al suo personaggio. Vasco è uno che, da giovane, sarebbe andato ai suoi concerti. Ma da troppo tempo, quando è sul palco, sta di fronte a una generazione che non è la sua, e che lo ha messo al posto di santi ed eroi.

Non è un duro. Ha pianto contro i muri, ma ce lo ha fatto sempre sapere. Di quando in quando ha avuto bisogno di starsene in disparte, di non essere notato, per uno scazzo o per malinconia. Anche lui, per non fare rumore, ha respirato piano, assorto nei suoi pensieri. E molto spesso ha sperato che domani fosse anche solo un po’ meglio, per poi rimandare tutto, ogni volta, con la testa tra le mani.

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§ 2 risposte a Ritratto di Vasco Rossi

  • giulio scrive:

    Con tutte le sue contraddizioni e i suoi errori, uno vero. Con tutte le sue cazzate, non certo un modello. Non lo vorrei come idolo per un figlio adolescente, e forse nemmeno come vicino di casa.
    In sostanza, secondo me un gran coglione.
    Ma “handle with care”, è (era?) un portento di creatività e ha (aveva?) una forza espressiva fantastica, qualcosa che lo renderà per sempre “special”.
    Ha cantato grandi emozioni, e ha tradotto in musica speranze, difficoltà, sentimenti, paure, certezze…tanta vita insomma!

    “E sai che cosa penso? che se non ha un senso…domani arriverà…domani arriverà lo stesso…domani un altro giorno arriverà!!!”

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