Ritratto di Vittorio Feltri

2011/07/26 § 3 commenti

C’era una volta un cucciolo solo e codardo, che crebbe rabbioso e spietato. Oggi indossa un vestito di sobrietà bergamasca, fuma spesso la pipa e non ride mai per non mostrare le zanne. Scrive su il Giornale (prima scriveva su Libero, prima ancora su il Giornale, prima ancora su Libero, prima ancora su il Giornale, eccetera), si firma Vittorio Feltri.

Ha speso molta della sua esistenza a convincersi di vivere in un mondo dove ognuno è in fondo come lui, solo più stupido. Disprezza quasi tutto, si è soppresso le emozioni come un romantico deriso. Ormai è morto da così tanto tempo che neppure se lo ricorda più, e della sua scelta di restare solo non si è mai dispiaciuto nessuno.

Da predatore navigato, riverisce il potere e non lo sfida mai. Da belva feroce, adora infierire quando il cadavere è ancora caldo, con efferatezza coltivata con cura ed esibita con orgoglio, incrementando la tiratura e sfamando il suo ego di villain. Lo fece con Baldoni1, lo ha fatto ieri coi ragazzi di Utøya.2

I suoi occhi, a guardarli, non sono cattivi, semplicemente vuoti. Quel cucciolo è ancora lì dentro, da qualche parte, e sprona ogni giorno il cagnaccio a proteggerlo, nasconderlo, abbaiare più forte, azzannare con più violenza. Perché per Feltri la scelta non è mai stata tra l’essere amato o temuto, ma tra l’essere temuto e il morire di paura.

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1 Scrisse a proposito di Baldoni: “Un uomo della sua età, moglie e due figli a carico, avrebbe fatto meglio a farsi consigliare da Alpitour, anziché dal Diario, la località dove trascorrere vacanze sia pure estreme (si dice così?). Evidentemente, da buon giornalista della domenica egli ha preferito cedere all’impulso delle proprie passioni insane per l’Iraq piuttosto che adattarsi al senso comune.”
2 Alcuni ragazzi norvegesi gli hanno risposto, nel merito e senza insulti, e vale davvero la pena leggere.

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§ 3 risposte a Ritratto di Vittorio Feltri

  • Incontrocorrente scrive:

    Concordo pienamente

  • diavolik scrive:

    Concordo con Severgnini. Che perdono tempo a fare con Feltri, i norvegesi?

    • Matteo scrive:

      In realtà penso che i norvegesi abbiano risposto pensando che Feltri si sia sbagliato in buona fede. Non credo possano immaginare davvero gli intenti o la bassezza morale di quell’editoriale. Probabilmente farebbero addirittura fatica a concepire un personaggio come Feltri.

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